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Sicilia
Tenuta Barone La Lumia
Il suo Terroir Vini
La Tenuta
Nella piana di Licata, là dove sfocia il fiume Salso (antico Himera), nei Campi Geloi, di greca memoria, prospiciente il mare africano, si estende la Tenuta dei Baroni La Lumia con una superficie complessiva di 150 ettari di ottima terra di Sicilia.I 40 ettari attivati a vigneto hanno origine dagli strati gessosi -
Elementi che determinano un territorio fortemente vocato per la coltivazione della vite.L’azienda vinifica esclusivamente uve proprie che hanno origine da vitigni autoctoni selezionati tra i migliori di Sicilia:
Nero d’Avola, Inzolia, Nerello Mascalese e Frappato dai quali ottiene vini eccezionali per intensità di aromi e di gusto.
Il casale arabeggiante, attorno al quale si impernia tutta l’azienda, è stato edificato alla fine del ‘700 dalla famiglia La Lumia e costituisce una delle proprietà vinicole più affascinanti dell’Isola.
attuale proprietario Nicolò ha continuato con passione e competenza l’antica tradizione enologica, facendo rivivere quei vini che in un glorioso passato avevano creato la ricchezza dei coloni Rodio-
intero processo produttivo, dalla vinificazione, alla lavorazione, dall’invecchiamento all’imbottigliamento, avviene tra le antiche e solide mura dello splendido casale, sotto il diretto controllo del barone Nicolò e del figlio Salvatore.
I Vigneti
Come di consueto lo sguardo attento del Barone Nicolò La Lumia garantisce attraverso la conoscenza del territorio e un minuzioso calendario delle Operazioni in vigna ,la produzione di uve di alta qualità, base indispensabile per l’ottenimento di vini pregiati.Si interviene in campo nella maniera più morbida e flessibile, utilizzando soltanto trattamenti di zolfo in polvere contro l’oidio e nessun altro pesticida chimico, in ciò favoriti dal clima caldo e poco umido.
Vengono inoltre applicate tecniche di aridocoltura nella lavorazione del suolo. Ove fosse necessario si interviene nel mese di luglio con una leggera irrigazione di soccorso.
La raccolta delle uve
La raccolta delle uve avviene manualmente, una squadra di circa undici raccoglitori seleziona e preleva i grappoli migliori riponendoli negli speciali rimorchi tramoggia.
Tale sistema risulta a metà strada tra la raccolta su ribaltabile e raccolta in cassetta, traendo solo i vantaggi di entrambe le tecniche senza acquisirne i difetti.
La squadra raccoglitori impiega circa 95 minuti per completare il carico di 25 q.li ed entro 15 minuti le uve giungono in cantina per essere diraspate e destinate alla vasca di fermentazione.
La macerazione delle uve rosse
La macerazione avviene in fermentino verticale in fiberglass da 225 ettolitri.
Durante la fermentazione si effettuano rimontaggi quasi continui prelevando il mosto dalla parte inferiore del fermentino, raffreddandolo attraverso uno scambiatore per poi pomparlo a pioggia sul cappello di bucce.
Tale operazione viene ripetuta con minore frequenza al trascorrere dei giorni in base all’aumento della concentrazione alcolica.
Oltre ai rimontaggi durante le prime quarantotto ore dall’inizio fermentazione si effettuano alcuni delestages, ovvero le bucce in macerazione vengono drenate ed il mosto, trascorsi alcuni minuti, reintrodotto ad alta pressione sulla parte superiore del cappello in modo tale da decompattarlo.
La pressatura
La pressatura delle vinacce avviene in modo soffice, utilizzando una pressa pneumatica da trenta quintali.
Questo macchinario simula il lavoro che un tempo veniva effettuato con torchi tradizionali.
l corpo cilindrico della pressa è diviso internamente in due semicilindri da una membrana in gomma.
Tali spazi vengono riempiti con le bucce da pigiare,la membrana gonfiandosi le comprime contro la parete forata del cilindro, consentendo la fuoriuscita del mosto pulito.
Una volta completato il ciclo di pressatura il cilindro viene svuotato e la vinaccia viene insaccata ed inviata in distilleria per la produzione della grappa.
L’invecchiamento in barrique
La produzione di vini elevati in barrique comporta non poche difficoltà nella gestione e nell’equilibrio finale del prodotto.
La filosofia dell’azienda in merito a tali vini si basa sull’eleganza del gusto che deriva da un felice matrimonio tra le doghe di allier e la struttura del vino.Il barone Nicolò ricorda sempre al figlio Salvatore che:” produrre vino è come dipingere! Bisogna avere la giusta tavolozza dei colori. Il dosaggio della barrique deve essere come il colpo di pennello sulla tela, morbido e delicato.”
Settimanalmente vengono prelevati campioni da ogni botte per essere degustati e analizzati così da verificarne l’evoluzione e lo stato sanitario. Contemporaneamente al prelievo viene effettuata la colmatura.Mantenere le barriques completamente piene è fondamentale per prevenire potenziali ossidazioni del prodotto.
L’imbottigliamento è senza dubbio uno dei momenti più delicati delle operazioni di cantina, non sono ammessi errori.Dopo aver effettuato attente analisi sia di laboratorio sia degustative si procede alla filtrazione, utilizzando cartucce in PET da 1 micron nella vasca di preimbottigliamento, dove il vino resterà in attesa della corretta fase lunare.
È quest’ultimo un fattore da non trascurare dato che i fenomeni di magnetismo generati dal nostro satellite causano variazioni sui tempi di recupero dei vini in merito allo stress da riempimento.
Raggiunte le condizioni ottimali si procede, attraverso un sistema automatico, alla sterilizzazione dei vetri, al riempimento delicato per gravità ed infine all’introduzione del tappo. Le bottiglie pronte vengono depositate in cataste.
Vini speciali
La tenuta barone La Lumia oltre alla produzione di vini ottenuti con tecniche tradizionali ha voluto far rivivere parte dei sistemi di vinificazione utilizzati dai coloni Rodio-
Nasce così la linea dei Grecischi: Nikao, Halykàs e Limpiadostre vini assolutamente straordinari per struttura e aromi, che racchiudono in bottiglia, oltre ai caratteri del territorio, cinquemila anni di storia.
Nel 600 a.C. circa i coloni giunsero a bordo di navi, carichi di speranze, di piante di vite e di una lunga esperienza enologica che in breve tempo misero a frutto e che portò loro, attraverso il commercio, fasti e ricchezze.
Gli “enologi” del tempo dovettero cimentarsi primi fra tutti,con i problemi legati al trasporto ed alla conservazione dei vini poiché disponevano solo di vasche di fermentazione scavate nella nuda pietra, di anfore d’argilla e nessun conservante.
Furono così costretti ad incrementare la gradazione alcolica agendo sulle piante e facendo surmaturare le uve, comunque mantenendo inalterata la piacevolezza del gusto.
È indubbio che nel corso dei secoli le abitudini ed il palato degli uomini siano cambiati, da qui la necessità per la tenuta La Lumia di utilizzare solo in parte le antiche tecniche, selezionando quelle compatibili con i tempi moderni.