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Ricerche scientifiche
in collaborazione con Enti di Ricerca
Scientifica
Impiego di lieviti
autoctoni per la valorizzazione dei vini
Grecomusc’ e Taurasi.
Responsabile del
progetto: Prof. Giancarlo
Moschetti, Università di Palermo
Con la
collaborazione di:
- dott. Nicola Francesca, Università di
Palermo,
- Prof. Raffaele Romano del DSA Università
Federico II di Napoli
- Enologo Maurizio De Simone, PROVITE.
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E’ oramai
ampiamente dimostrato che l'aggiunta di
lieviti selezionati nel mosto d'uva permette
non solo un corretto avvio e prosieguo della
fermentazione vinaria, ma anche la minore
produzione di aromi indesiderati, quali
idrogeno solforato e acido acetico. Tuttavia,
anche se questa pratica enologica è diffusa
nella maggior parte delle piccole e medie
industrie enologiche campane, si utilizzano
lieviti commerciali di origine alloctona,
quali quelli australiani o tedeschi che non
imprimono caratteri di tipicità agli aromi di
fermentazione secondaria e quindi non
rispettano il “terroir” del vino stesso.
Pertanto dal 2003 si è avviata una ricerca sui
lieviti autoctoni irpini al fine di
utilizzarli nelle fermentazioni di vini tipici
al posto di quelli alloctoni commerciali.
Nella vendemmia 2003 sono stati isolati da
diversi habitat di vigneti autoctoni (grappoli
interi, botrizzati, beccati da uccelli,
mangiati da vespe, foglie, terreno, erba,
mosto, insetti, uccelli, corteccia) 68 ceppi
di lieviti indigeni. Di questi, il ceppo di
Saccharomyces cerevisiae GR1 è risultato
essere interessante per il suo potere
alcoligeno sia in assenza che in presenza di
SO2. Pertanto nella vendemmia 2004 si è
avviata una micro-vinificazione di Grecomusc’,
utilizzando il ceppo autoctono GR1 versus il
ceppo commerciale usualmente utilizzato
dall’Azienda Agricola Contrade di Taurasi. |
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I risultati hanno
evidenziato che il mosto fermentato con il ceppo
autoctono presenta una quantità di polifenoli
totali, catechine e antociani totali
(antiossidanti) maggiore rispetto al mosto
fermentato con il ceppo commerciale. Questa
capacità antiossidante del ceppo autoctono si
tramuta all’esame organolettico in note di frutta
meno matura quale banana, ananas a favore di
profumi floreali e meno ossidati. Anche all’esame
microbiologico di particolare interesse per la
tipologia di vino che produce l’azienda è la
capacità di rimanere vitale durante la fase di
“battonage” per circa 1 mese in più rispetto al
ceppo commerciale. Infine, descrittori aromatici
quali ad esempio il 2-metil-1-propanolo e
l’etil-ottanoato sono presenti in quantità
statisticamente differente nei 2 vini finiti
ottenuti con i due lieviti differenti.
Pertanto l’Azienda dalla vendemmia 2005
utilizzerà esclusivamente il lievito autoctono GR1
nella produzione commerciale del Grecomusc’.
Stesso lavoro di isolamento e selezione si è
effettuato per il vino Taurasi partendo da vitigno
Aglianico di Taurasi. All’attualità sono stati
individuati 2 ceppi di Saccharomyces cerevisiae
che dalla vendemmia 2005 sono stati utilizzati
nella produzione commerciale dell’Aglianico e del
Taurasi.
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